Ted Grant è morto

Ted Grant20 luglio 2006. Nel pomeriggio sono andato a Genova. Esattamente cinque anni sono passati dall'uccisione di Carlo Giuliani da parte dello Stato borghese italiano. La sua uccisione è stata un punto di svolta nella coscienza di un'intera generazione di giovani di sinistra in Italia.
Io e altri compagni abbiamo raggiunto piazza Alimonda dove si teneva la commemorazione di Carlo. Lì ho incontrato un compagno del gruppo genovese della Tendenza Marxista Internazionale (in Italia, FalceMartello), che mi ha dato la brutta notizia.
Il compagno Ted Grant è morto.

Naturalmente mi aspettavo che succedesse prima o poi, il compagno era molto anziano e mi ricordavo quanto sembrasse spossato l'ultima volta che l'avevo visto, a Barcellona, anni fa. Eppure, mi sembra troppo triste avere i suoi libri (Russia, Il filo ininterrotto, Storia del trotskismo britannico) qui, nella mia stanza, nello scaffale dove tengo testi marxisti contemporanei, e sentire che, da oggi, starebbero meglio nello scaffale dei classici del marxismo, di fianco al Capitale, al Manifesto, a Stato e Rivoluzione.
E davvero Ted Grant sarà ricordato in futuro, e già oggi è così ricordato dai sostenitori e dai simpatizzanti della nostra Tendenza Marxista Internazionale, come uno dei grandi autori e teorici marxisti. Quando è morto Trotskij, solo una minuscola avanguardia celebrava il suo nome insieme a quelli di Marx, Engels e Lenin. L'uomo che lo uccise fu ricompensato con una medaglia dall’URSS staliniana; guardate oggi, compagni, come le posizioni staliniste siano ogni giorno più irrilevanti nel movimento operaio. Ted Grant ha combattuto molte volte controcorrente: contro la Reazione e contro lo stalinismo, contro i riformisti e contro i settari, contro ogni difficoltà immaginabile che la nostra Tendenza ha dovuto affrontare in tutti questi decenni. Sono sicuro che in futuro il ricordo di Ted nuoterà controcorrente con la stessa risolutezza e con lo stesso successo - e questo dipenderà da noi e dalla forza persistente dei suoi scritti e delle sue idee.
Ricordo quando Ted venne a Milano. La guerra imperialista contro l'Afghanistan era appena cominciata. Parlò molto bene, mostrando il più profondo disgusto per quell’anacronistico parassita, la classe borghese, e l'inferno sanguinoso che sa creare in un mondo che, purtroppo, non ha ancora gettato il dominio capitalista nella spazzatura della storia. Esibì una ripugnanza anche più aspra nei confronti degli infami sostenitori di questo parassita che agiscono all'interno del movimento operaio, come l'ala destra del Partito Laburista britannico. Tuttavia, questa avversione non veniva rivelata dall'uso di insulti isterici quando parlava di loro; al contrario, sembrava pensare che questa meschina follia sarebbe stata presto ricordata solo dagli archeologi. Sembrava avere una fiducia totale nel futuro socialista dell'umanità e la sua imperturbabilità era chiaramente il risultato di una comprensione senza incertezze del marxismo.
Un imbecille settario era presente a questo incontro pubblico a Milano e lo attaccò nel modo più offensivo e ridicolo. Ted Grant replicò così: "Questa è stata una discussione molto democratica. A tutti è stato permesso di esprimere la propria opinione. C'era qui addirittura un uomo da Marte. Non risponderò ai suoi attacchi: sono tutte bugie" e proseguì rivolgendosi al 99% dell'uditorio, che rise di gusto dopo che venne tradotta la frase sul marziano. Penso che questo aneddoto dica molto sul tipo d'uomo che era. Aveva le idee più rivoluzionarie, che in periodi normali sono comprese completamente solo da una minoranza, ma gli piaceva fare appello o alle masse più ampie possibili o ai veri militanti di avanguardia, a quei combattenti di classe strettamente collegati all'insieme del movimento operaio e ai migliori strati della gioventù. Socialist Appeal (appello socialista), The Militant (il militante)... non è un caso se questi erano i nomi dei giornali della sua tendenza in Gran Bretagna e non solo.
Ho potuto conoscerlo solo nei suoi ultimi anni; molti molti compagni lo conoscono infinitamente meglio di me, ma voglio ringraziarlo perché il suo inestimabile impegno ha permesso a persone come me, 50 o 60 anni dopo la morte di Trotskij, da molti diversi Paesi del mondo, di trovare una via verso le vere idee della Rivoluzione. Il marxismo ha cambiato la mia vita, ho deciso, come molti altri, di dedicare il mio tempo e le mie speranze a questa Causa e non mi sono mai pentito della mia scelta. Non mi sono mai pentito di essere un grantista - per usare una parola che a lui non sarebbe mai piaciuto che usassimo.

Nella città dove Ted ha speso la maggior parte della sua vita alla guida della Tendenza Marxista, Londra, c'è la St Paul's Cathedral. Non penso che lui ne fosse un frequentatore, ma ho letto da qualche parte che in quella cattedrale si trova la tomba dell'architetto che ha progettato l'edificio, Christopher Wren; sulla tomba c'è un'iscrizione che dice: "Si monumentum requiris, circumspice". Se cerchi il suo monumento, guardati attorno. Questo è quello che potremmo dire di Ted Grant durante qualsiasi riunione o manifestazione della Tendenza Marxista Internazionale.

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